Dott.ssa SARA CORTESI
Psicologa - specializzanda in psicoterapia cognitivo-interattiva
Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 22210
Sono Psicologa, specializzanda in psicoterapia e Tutor DSA, ricevo nel mio studio a Bruzzano e online. Lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.
Cammino insieme a chi desidera guardare oltre le strade già note e attribuire nuovi significati alla propria storia
mi presento
Mi chiamo Sara, sono psicologa e frequento la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia a indirizzo Cognitivo-interattivo.
Credo che ogni persona sia portatrice di un mondo unico, che prende forma nelle relazioni e nei contesti di vita che attraversa. Le storie che raccontiamo – a noi stessi e agli altri – non sono semplici resoconti di ciò che accade, ma modi attraverso cui attribuiamo significato alla nostra esperienza e costruiamo ciò che siamo.
Ognuno di noi sceglie, nel tempo e nella relazione, come e quanto mostrarsi: c’è chi sente il bisogno di raccontarsi subito, perché sostenere da soli il proprio vissuto è troppo faticoso; chi preferisce svelarsi lentamente, passo dopo passo, quando si sente accolto e compreso; e chi, in alcuni momenti, sceglie il silenzio come forma di presenza e protezione. Tutte queste modalità hanno senso all’interno della storia e del contesto di ciascuno.
Mi sono avvicinata alla psicologia inizialmente per il desiderio di conoscere meglio me stessa, l’agire umano e il modo in cui le persone interagiscono con i contesti in cui vivono. Nel tempo ho scoperto che la psicologia non è fatta solo di teorie, modelli e metodologie, ma soprattutto di incontri: incontri con persone e con le loro storie, con le loro risorse e le loro fatiche, con momenti di sofferenza e con altri più leggeri, in cui una risata apriva nuovi spazi di possibilità.
L’incontro con l’altro è per me profondamente prezioso, perché è proprio nella relazione che i significati possono essere messi in discussione, rielaborati e trasformati. È lì che diventa possibile guardare alla propria esperienza da prospettive diverse.
Immagino il sostegno psicologico come un percorso condiviso: una strada che non si percorre più da soli, ma affiancati da qualcuno che accompagna nell’esplorazione dei significati, aiuta a trovare strategie per rendere meno faticoso il cammino, per superare una difficoltà, per ripartire dopo un tempo di immobilità o, al contrario, per rallentare dopo una corsa incessante.
Nel mio percorso professionale ho incontrato molti contesti e molte realtà: ho lavorato con persone rifugiate, con la comunità ristretta in carcere, con studenti delle scuole superiori in progetti di democrazia partecipativa, con donne vittime di violenza fisica e psicologica, con bambini e ragazzi con disabilità fisica o psichica nelle scuole, con minori in situazioni di disagio socio-economico o in Tutela Minori, e con persone con diagnosi all’interno di un Centro Diurno.
Ognuna di queste esperienze ha contribuito a modellare il mio sguardo clinico e umano.
Ho incontrato tante storie, e continuo a credere che sia proprio nell’incontro e nel dialogo che possano nascere nuovi significati e nuove possibilità di cambiamento.
